16/12/16

40 lunghe ore di viaggio, dall’Ungheria al porto di Brindisi, per poi essere “smistati” a vari rivenditori: è il destino che era stato riservato a 32 cuccioli, appartenenti alle razze più richieste dai tanti consumatori che ancora non capiscono quanta illegalità, squallore e sofferenza si celi dietro traffico di animali.

Sequestrati dalla Guardia di Finanza, coadiuvata in tutto l’intervento dal Nucleo di Guardie eco zoofile OIPA di Trani, i cuccioli sono stati consegnati in custodia ai volontari dell’OIPA di Trani che, oltre a provvedere alle cure di alcuni di loro, trovati positivi alla parvovirosi, ne sta seguendo il percorso di adozione. Proprio a causa dell’infezione riscontrata, alcuni cuccioli sono stati ricoverati d’urgenza all’ospedale veterinario di Bari, ma i più deboli, purtroppo, non ce l’hanno fatta e sono deceduti subito dopo il contagio.

I controlli della Guardia di Finanza hanno permesso di accertare che molti di essi erano di età inferiore a quella riportata nei documenti di viaggio, alcuni avevano solamente tra i 50 e 70 giorni di vita, contrariamente a quanto prevede la legge, che consente di introdurre nel territorio nazionale solo cuccioli in età non inferiore a 3 mesi e 21 giorni, termine minimo per l’esecuzione dell’intera profilassi vaccinale.

I passaporti dei cuccioli, unico documento idoneo ad accertare l’effettiva esecuzione della vaccinazione antirabbica, erano falsificati, e la durata del viaggio non era assolutamente idonea al trasporto di cuccioli di tenera età. Anziché privilegiare tragitto più corto via terra, attraverso i valici del Nord-Est italiano (percorribile in 20 ore), il venditore e l’autista avevano invece optato per un lungo tragitto attraverso la Romania, la Bulgaria, la Grecia ed, infine, via mare.