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AVERSA (CE). SFRUTTATI COME RICHIAMO E PER GARE DI CANTO
IN SCOMMESSE CLANDESTINE, 5 CARDELLINI SONO STATI SALVATI
DALLE GUARDIE ECO ZOOFILE OIPA DI CASERTA

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30/1/14

Aversa (CE). Sfruttati per gare di canto in scommesse clandestine e come richiamo per attirare in trappola i propri simili, cinque cardellini sono stati sottratti ad un crudele destino dal nucleo di guardie eco zoofile OIPA di Caserta, intervenute a seguito di una segnalazione che ne indicava la presenza all’interno di un negozio di animali nel comune di Aversa. Una volta appurata la veridicità della segnalazione, le guardie hanno posto sotto sequestro dapprima tre cardellini e, il giorno seguente, altri due esemplari che il proprietario dell’esercizio commerciale, il signor A. S., aveva tentato di occultare manomettendo i sigilli apposti alla serratura del suo garage, dove era stato avvertito il canto di altri piccoli volatili. Il proprietario è stato denunciato per cattura e detenzione di animali di specie protetta e violazione di sigilli, mentre i cardellini, il cui valore complessivo ammontava a circa  10.000 euro, sono stati affidati alle cure di una guardia esperta. Godono di buona salute e verranno liberati non appena saranno in grado di volare. Costretti infatti da anni (o molto probabilmente dalla nascita) in gabbie di piccolissime dimensioni, non sono più in grado di spiccare il volo.

Il cardellino (Carduelis carduelis) è una specie protetta dalla direttiva Europea 2009/147 concernente la conservazione degli uccelli selvatici e dalla legge 157/92 che ne vieta l’uccisione, la cattura e la detenzione illecita.
Presente in tutto il nostro Paese, è una specie particolarmente diffusa nel sud Italia, ma la progressiva diminuzione delle aree verdi nei centri abitati e il bracconaggio sta contribuendo a ridurre sensibilmente il numero degli individui. Apprezzato per il piumaggio colorato e il canto melodioso, il cardellino è soggetto a cattura illecita soprattutto nella regione Campania dove, per poter ascoltare il suo canto, è tradizione detenere uno o due esemplari in piccole gabbie esposte su balconi, in negozi o all’esterno di essi.  
Più sono dotati di “buona voce” più sono costosi e un soggetto dal canto particolarmente variegato può arrivare a costare fino a 10.000 euro. Gli esemplari costretti in cattività sono educati al canto fin da giovanissimi, istruiti da un “maestro”, ossia un altro cardellino, un lettore audiodigitale o, più verosimilmente, da un incardellato, un ibrido molto meno costoso del cardellino, incrocio tra quest’ultimo e un canarino, che ha la particolare dote di imitare i canti degli altri uccelli. Rinchiusi in ambienti silenziosi e con scarsa illuminazione, così che restino muti e non siano distratti dal rumore, potranno prestare massima attenzione al canto del maestro e imitarlo.

E’ inoltre ancora molto diffusa tra gli allevatori la crudele pratica di accecarli con un ferro rovente per indurli a cantare di più. Privi della vista, percepiscono meno pericoli, aspetto che li induce a cantare pressoché ininterrottamente e, più cantano, più acquistano valore economico.
Una leggenda della tradizione campana racconta che in passato, per abituare i cardellini alla cattività fin dalla più tenera età, veniva tagliato il ramo su cui era fissato il nido e riposto in una grande gabbia, senza cambiargli posizione. Le porte della gabbia venivano lasciate aperte, così da consentire ai genitori di nutrire i piccoli fino a che non fossero stati in grado di volare, momento in cui la gabbia veniva portata via. Narra la leggenda che la madre, non appena comprendeva il destino a cui erano condannati i propri figli, mangiava una foglia di albicocco (innocua per lei adulta, ma mortale per i piccoli) e glie la portava, preferendo vederli morti piuttosto che prigionieri.




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